sabato 26 dicembre 2015

Il mio Tsunami

26 dicembre 2004, io c'ero e son tornato: ricordo l'onda lunga dello Tsunami alle Maldive, ove la mia unica e sospirata vacanza in questo paradiso è durata solo 24 ore: il tempo di essere rimpatriato dalla Protezione Civile.
Il mio Tsunami, 2004 Capsoni
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Atterro a Malè alle 7:30 e alle 9 succede qualcosa: l'acqua inizia a salire piano piano mentre attendevamo il battello per la nostra destinazione. Non si poteva capire cosa stesse accadendo e iniziammo a salire su qualche sedia pensando a un fenomeno abituale vedendo le auto che percorrevano la strada a mò di motoscafo senza tanto timore. Poi abbiamo dovuto salire su un muretto con tanto di bagagli, mentre io imprecavo all'organizzazione di imbarcarci.
Nel punto dove noi eravamo l'acqua sale non più di 1,20 metri e si ferma (per fortuna!!!) ma a quel punto inizia a discendere più rapidamente: nel porto si era aperta una voragine di quasi 10 metri..... l'onda di ritorno. Fortunatamente e sottolineo fortunatamente, la situazione si normalizzò e, imbarcati per la destinazione, si navigò come uno slalom tra detriti e arredamenti ancora galleggianti nel mare.
Arrivati alla nostra isola, ove il villaggio aveva subìto molti danni, venivamo informati dello Tsunami e che il villaggio era inaginbile; veniamo quindi arrangiati come possibile in attesa del giorno seguente per il rimpatrio.
Posso dire che sono solo fortunato se oggi sono qui a parlarne.

mercoledì 23 dicembre 2015

Auguri 2015/2016

Per questo consueto appuntamento annuale scrivo un pensiero che è tratto da un episodio vero e che Vi invito ad avere la pazienza di leggerne le poche righe.

Red, Serie Stormi ©2005 Fabrizio Capsoni
Red, Serie Stormi ©2005 Fabrizio Capsoni
Stormi, serie fotografica Fine Art: disponibile in diverse misure e colori
tiratura limitata e certificata
"In natura le popolazioni eleggono un capo che le guidi e le protegga; 
solo nella specie umana il capo prescelto spesso le porta alla rovina" (f.c.)

Nel 1990 per motivi professionali mi ero recato in Toscana nella villa di un cliente che peraltro era anche un buon conoscente. Mentre attendevo in soggiorno sento bestemmiare il conoscente mentre prendeva a calci un cane lupo la cui colpa era quella di aver partorito... Si avvicina a me e salutandomi mi disse: "ora viene il veterinario che li ammazza". Cerco invano di convincerlo a non autorizzare tale conclusione e poco dopo arriva il veterinario. Mi apparto un momento con lui e gli chiedo: "Buongiorno, lei ha fatto tanti sacrifici per studiare e laurearsi, vero?" - certo e grazie all'aiuto dei miei genitori, rispose - incalzo: "quindi lei ha studiato per curare e salvare gli animali" - ovvio, rispose - concludo: "ma allora cosa le è servito tanto studio se poi per 100 mila lire lei accetta di ammazzare 6 cuccioli innocenti??? Lei dovrebbe rifiutare questo incarico!" Cambiò faccia e se ne andò un po' vergognato e senza uccidere i cuccioli.

Ed ecco il senso di questa storia: ognuno di noi deve svolgere il proprio ruolo o la propria professione con la coscienza di aiutare il prossimo e mai di recare danno per convenienza personale o, peggio, per incarico di qualcun'altro.

Buon Natale e auguri di un prospero 2016
Fabrizio Capsoni